Spurs 87 - Chicago 77

La solita partita degli Spurs, nonostante siano privi di Leonard e di Parker. Riescono a vincere anche senza sforzarsi al massimo né forzando, grazie alla loro strabordante esperienza e amalgama, prova ne è il flusso del loro gioco. Ad onor del vero il primo quarto l'hanno chiuso in svantaggio 19 a 21, ma poi una volta messa la testa avanti non sono mai stati più ripresi.

Complici le assenze, la squadra in questo momento è di Lamarcus Aldridge, per lui 28 punti, 10 rimbalzi, ed una nettissima sensazione di supremazia rispetto a chiunque altro sul campo. Per Rudy Gay 12 punti ed in uscita dalla panchina un elemento del genere può fare male; anche perché, con il roster al completo, il secondo quintetto potrebbe essere: Patty Mills, Ginobili, Murray, Kyle Anderson e Rudy Gay. E' un quintetto che può lasciare dei solchi, può fare molto male.
Dejounte Murray continua a crescere: 8 punti, 10 rimbalzi e 6 assist. E' ancora un ragazzino, non gli affiderei assolutamente non dico il primo ma neanche il secondo quintetto, ma comunque è un'ottima pescata al draft, soprattutto se si pensa dove è stato preso.

Cui Chicago Bulls c'è davvero poco da dire. Spesso mi ricordano i New York Knicks di Porzingis: il giocatore importante è uno, nonché unico giocatore forte in mezzo ad una pletora di pippe al sugo. Così i Bulls con Markkanen. Sono entrambi dei lunghi che tirano da 3 e che offensivamente hanno davvero pochi limiti. Chiaramente, Porzingis è molto più avanti, è già un all star, ma Markkanen di qualità ne ha tante, al di là dei 13 punti e 12 rimbalzi di questa inutile partita di una squadra che per quest'anno e sicuramente anche l'anno prossimo sarà nella melma. E' un buon punto di partenza. 

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