Philadelphia 114 - Golden state 135

In condizioni normali questa partita non dovrebbe avere alcun interesse poiché i Golden state Warriors in casa non hanno rivali, figuriamoci contro Philadelphia che è una squadra di bassa lega da anni; tuttavia quest'anno Joel embiid può giocare insieme a Simmons ed in questa partita in particolare l'interesse era per il quintetto iniziale di Philadelphia a dir poco bizzarro: JJ Redick guardia, Covington ala piccola, Dario Saric ala forte, Simmons ala forte, Embiid centro. E' un quintetto altissimo, e per molto tempo è stata una buona idea dato che Philadelphia a dispetto delle previsioni è stata parecchio in partita. Il playmaker di questo quintetto bizzarro è Ben Simmons, il che la dice luuunga sulle potenzialità di questo giocatore, che in realtà per buona parte della partita sbaglia molto, anche se le sue statistiche non sono male: 13 punti, 5 rimbalzi ed 8 assist. Il piccolo Lebron cresce. Mi ha deluso Embiid: 12 punti e 7 assist. Letteralmente sparito.

Kevin Durant. Per età e importanza è stato usato col contagocce, solo 28 minuti, anche perché non serviva di più, e la cosa strabiliante è che ha messo a referto 29 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e non so quante stoppate (di squadra Golden State era arrivata a 10 nel terzo quarto). Impressionante. Sono 10 anni che fa il fenomeno, ma continua ad impressionarmi ogni volta. Lo amo.

Golden State avrebbe chiuso la partita molto, molto prima se non fosse che come al solito ha perso una montagna di palloni in modo banale; dal canto suo Philadelphia ha avuto il pregio di approfittarne, riuscendo a scappare anche in vantaggio, dando e prendendo parziali. Poi, ovviamente, la squadra di fenomeni nel terzo quarto ha deciso la partita mettendosi a difendere sul serio e andando avanti con la solita folata che chiude le partite. Questa squadra è impressionante perché durante le partite si ha la nettissima sensazione di assistere ad una folata, ad un tornado in arrivo; gli avversari lo sanno da anni, ma ciò nonostante non riescono a resistere in alcun modo.
Credo che in tutta la NBA forse solo Houston e San Antonio riescano a difendere contro di loro sul perimetro, anche se né una né l'altra squadra, per varie ragioni, non le vedo pronte offensivamente a fargli male. Cleveland non mi convince difensivamente, assolutamente, ma a livello offensivo è una macchina da guerra e quando entrerà a regime, sarà sempre la solita squadraccia da affrontare. 

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