San Antonio 117 - Miami 100
Il dato più interessante di questa partita è che Gregg Popovich è una leggenda e tutti noi siamo fortunati nel poter vivere, anche se dall'altra parte dell'oceano, qualcosa del genere.
Sulla partita non c'è molto da dire: Miami è una squadra mediocre, a cui manca il difensore più importante per infortunio, Whiteside, e che a margine di ciò è ingolfata da un ex-giocatore, Chris Bosh, che le pesa moltissimo per questo e l'anno prossimo sul salary cap. Fanno quel che possono, ma San Antonio per l'ennesimo anno si dimostra una squadra da play-off che in campionato è difficilmente arginabile non solo, ovviamente, da chi è inferiore, ma anche da chi se la gioca alla pari, perché hanno un bagaglio di esperienza e di routine nel gioco che gli altri non hanno. Ma non è che devo dirlo io, ovviamente.
Agli Spurs manca il giocatore più importante, Kawhii Leonard, ed oltre a lui manca anche Tony Parker (anche se nelle ultime stagioni sto vedendo un calo preoccupante, sembra lui il quarantenne e Ginobili il trentacinquenne).
Con il mercato fatto in estate pensavo si fossero indeboliti parecchio: hanno valorizzato Simmons e Dedmon, guardia e centro, salvo poi farli andare altrove. Sono riusciti a prendere solo Rudy Gay. Pensavo fosse pochino, forse lo è, ma in questo avvio di stagione non sembra.
Menzione particolare per DeJounte Murray:
Considerando gli infortuni, il quintetto base dunque è quoesto: Murray, Green, Kyle Anderson, Gasol ed Aldridge. Il secondo quintetto invece è questo: Patty Mills, il già citato Ginobili, Brandon Paul, Rudy Gay ed il francese Lauvergne. Quintetto di tutto rispetto. Con il roster al completo, andando di quintetto piccolo, potrebbero avere come secondo quintetto: Patty Mills, Ginobili, Murray, Kyle Anderson e Rudy Gay; sono pochissime le squadre in NBA in grado di reggere l'onda d'urto di un secondo quintetto del genere. Infatti, anche in questa partita, è con il secondo quintetto, e soprattutto con Ginobili sul parquet che è stato stabilito un solco che Miami non è stata mai in grado di rimarginare. La scoperta dell'acqua calda: Buford e Popovich sono due leggende.
Sulla partita non c'è molto da dire: Miami è una squadra mediocre, a cui manca il difensore più importante per infortunio, Whiteside, e che a margine di ciò è ingolfata da un ex-giocatore, Chris Bosh, che le pesa moltissimo per questo e l'anno prossimo sul salary cap. Fanno quel che possono, ma San Antonio per l'ennesimo anno si dimostra una squadra da play-off che in campionato è difficilmente arginabile non solo, ovviamente, da chi è inferiore, ma anche da chi se la gioca alla pari, perché hanno un bagaglio di esperienza e di routine nel gioco che gli altri non hanno. Ma non è che devo dirlo io, ovviamente.
Agli Spurs manca il giocatore più importante, Kawhii Leonard, ed oltre a lui manca anche Tony Parker (anche se nelle ultime stagioni sto vedendo un calo preoccupante, sembra lui il quarantenne e Ginobili il trentacinquenne).
Con il mercato fatto in estate pensavo si fossero indeboliti parecchio: hanno valorizzato Simmons e Dedmon, guardia e centro, salvo poi farli andare altrove. Sono riusciti a prendere solo Rudy Gay. Pensavo fosse pochino, forse lo è, ma in questo avvio di stagione non sembra.
Menzione particolare per DeJounte Murray:
Considerando gli infortuni, il quintetto base dunque è quoesto: Murray, Green, Kyle Anderson, Gasol ed Aldridge. Il secondo quintetto invece è questo: Patty Mills, il già citato Ginobili, Brandon Paul, Rudy Gay ed il francese Lauvergne. Quintetto di tutto rispetto. Con il roster al completo, andando di quintetto piccolo, potrebbero avere come secondo quintetto: Patty Mills, Ginobili, Murray, Kyle Anderson e Rudy Gay; sono pochissime le squadre in NBA in grado di reggere l'onda d'urto di un secondo quintetto del genere. Infatti, anche in questa partita, è con il secondo quintetto, e soprattutto con Ginobili sul parquet che è stato stabilito un solco che Miami non è stata mai in grado di rimarginare. La scoperta dell'acqua calda: Buford e Popovich sono due leggende.


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